Mamma, ma chi te lo fa fare…. 6.5.2012


TOLFA – Grasceta dei Cavallari 6 maggio 2012

 

Non sempre c’è una ragione, ma spesso la necessità di sfidare le avversità ci fa sentire vivi ed inspiegabilmente saggi.

Contro ogni previsione meteorologica questa mattina alle 8,30 eravamo in cinque all’appuntamento (io, papà Roberto, Claudio e Pina), tutti “diversamente folli” e convinti a non rientrare per il pranzo.

Giacche da pioggia, un ombrello e zaino pronto.

Una breve sosta a Tolfa per il caffè e poi direzione Tempietto Etrusco, dove abbiamo lasciato la macchina.

Il cielo è coperto ed – a tratti – esce un pallido sole, ma niente fa presagire cosa sarebbe successo..

Lungo il cammino, un giardino fiorito continuo, i boccioli della rosa canina, i fiori candidi del cisto, quelli profumati del caprifoglio, qualche ciclamino ed un tappeto di piante di fragole, accompagnati dagli ultimi rafani. La vegetazione è spettacolare e il sentiero è piacevole.

Oggi torniamo su un vecchio percorso, fatto qualche anno fa in occasione di un’iniziativa in collaborazione con la Protezione Civile: avevamo individuato dei vecchi basolati e dei sassi scritti molto interessanti ma all’epoca non potevamo soffermarci.

Doveva essere quindi la giornata adatta per un sopralluogo e per rintracciare queste particolarità.

Intorno alle 11,30 arriviamo nella zona dove si trova la strada antica, seguiamo un viottolo che dopo poco scompare e viene avvolto dalla vegetazione, cerchiamo così di seguire il tracciato delle pietre che ci indica il vecchio sentiero fino a trovare l’antico basolato tutto in salita. E’ scomposto completamente ma si individua la crepidine, per essere una strada romana non è molto larga ed ipotizziamo quindi un tracciato d’epoca etrusca, probabilmente la Cornelia.

Ci fermiamo per una breve sosta, non fa freddo e non piove.. è soltanto nuvoloso.

Usciamo dalla macchia alla ricerca dei sassi scritti, ne troviamo uno sullo stradello del rientro: ci sono dei numeri romani VII , c’è una S ed una V molto grande di traverso quasi un angolo; dovrebbero essere dei segni gromatici per stabilire i confini territoriali in epoca romana.

Questa zona è ricca di tracce ad ogni angolo, infatti rintracciamo dei basoli, parte di una vecchia strada che si perde inspiegabilmente su un dirupo, così decidiamo di seguire un sentiero costellato di piccole orchidee selvatiche che si lasciano fotografare. Comincia a sentirsi qualche goccia, qualche..

Decidiamo così di ritornare sul sentiero principale e la pioggia comincia a cadere. Roberto apre l’ombrello e tiriamo fuori cappucci e mantelle. Dobbiamo rientrare non c’è scelta, in fondo siamo riusciti a trovare la strada Cornelia e l’obiettivo è stato raggiunto. Papà comincia a tergiversare – scherzosamente – sul chilometraggio fino alle macchine, ma ormai lo conosciamo e ci rassegniamo.

La pioggia aumenta ed ogni tanto facciamo una piccola sosta per raccogliere le idee ..a tratti squilla qualche telefono e le nostre notizie sulla pioggia sono abbastanza elusive: ” schizzetta”!!

Si è parlato di 500 metri..durati circa un’ora, un’ora di pioggia incessante e prepotente; come insegnano anche nel Manuale delle Giovani Marmotte non ci si ferma sotto la pioggia e tanto meno sotto gli alberi. Quindi si cammina.

Sono completamente zuppa, lato A e lato B avrebbe detto qualcuno, ma riesco ancora a scherzarci sopra.

Solo intorno alle 13,30 riusciamo ad arrivare alle macchine, ci cambiamo le scarpe bagnate, accendiamo l’aria calda, mangiamo qualcosa ( ottima torta di mele di Pina ) e ci riprendiamo.

Sulla strada del rientro – tanto per non farci mancare niente – troviamo un banco di nebbia che ci accompagna fino all’entrata della città.

A casa mi aspetta un bel bagno bollente ed un pasto caldo, che fa tornare tutto a posto ..o quasi.

Non credo ci sia una spiegazione logica nello scegliere tra una domenica passata sul divano ed una bagnatissima passeggiata con altri quattro che provano ciò che provi tu, un’insana passione per l’avventura.

Ero con mio padre, zuppo ed affaticato più di me, preoccupato per le reazioni di mia madre, ma felice di provare ancora queste emozioni.

Ho pensato proprio a mia madre, sconcertata nel vedere marito e figlia ( anagraficamente adulti ) che scelgono consapevolmente di andarsi a prendere un’ora e più di pioggia, per cercare un antico basolato nel bosco.

Forse dovrei chiedere scusa…. a mia madre o a mio figlio che mi dice ” ma chi te lo fa fare “, ma non lo faccio.

Non ho commesso un reato, ne tanto meno un peccato capitale.

Confesso invece….lo rifarei!!

Forse proprio per i miei figli, perché come dice una mia amica la passione ai figli si insegna e questo è il mio modo per trasmetterla.

Claudia Tisselli

 

SASSI SCRITTI P.Sirchia 06.05.12
I SASSI SCRITTI E AFFOGATI – 06.05.2012

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. roberto ha detto:

    Bravissima Claudia, bella prosa che rende l’idea della giornata particolare che avete trascorso.

    Mi piace

  2. pina ha detto:

    Sono tornata a rileggere questa pagina, perchè mi era piaciuta, perchè ne abbiamo parlato, perchè trasmette emozioni, perchè condivide emozioni, perchè ci fà vedere chi siamo attraverso gli occhi di compagni di avventura e ci si riconosce. Si hai ragione Claudia, amanti della vita, quella più semplice ma quella più vera. Continua a scrivere hai un bel cuore che si trasforma in una bella “penna”. Pina

    Mi piace

    1. lacastellina ha detto:

      grazie Pina mi hai commosso, lo ammetto, adoro scrivere e la mia penna – come dici tu – spesso parla per me
      ti chiedo scusa, pubblicamente, per non esserti stata vicino come avrei dovuto domenica scorsa…
      ancora grazie un abbraccio a presto
      Che dici organizziamo la famosa cena ?? Claudia

      Mi piace

  3. Pina ha detto:

    Non ti devi scusare di nulla Claudia, primo perchè non ho scritto per lamentela anzi!!!!!! Direi che sono stati momenti di scoperta, condivisione ed appartenenza. Secondo eravamo proprio tanti e di certo non si può stare dietro a tutti, parlare con tutti ed accorgersi di tutto anche se poi i momenti condivisi ci sono. Terzo sbrigati ad organizzare la famosa cena. Devo dirti che ci stavo pensando che mi sarebbe piaciuto al di là della pizzata fra noi castellinE, proprio quella cena di fine programma in cui ci si incontra tutti. Pina

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...